6 Luglio 2026 News
Il Cinema Teatro Magda Olivero di Saluzzo, polo culturale di riferimento della provincia di Cuneo con oltre 20.000 presenze annue, non è solo una casa per il cinema d’autore, la musica e il teatro. Grazie all’impegno di Ratatoj APS, l’associazione che lo gestisce, il teatro è diventato un laboratorio di transizione ecologica, dimostrando che anche le realtà del Terzo Settore possono – e devono – misurare il proprio impatto ambientale per guidare il cambiamento.
Tutto è partito da una domanda concreta: “Quanto pesa, in chilogrammi di CO₂, una serata a teatro?”. Per rispondere, Ratatoj ha avviato un percorso metodico con il supporto di Robin Wood, un’organizzazione italiana che specializza la sua competenza nel calcolo della carbon footprint per enti della società civile che non hanno dipartimenti di sostenibilità corporate.
I lavori sono iniziati nel 2024 con il calcolo dei consumi interni: il riscaldamento a gas naturale del teatro ha generato circa 32,5 tonnellate di CO₂ equivalente. L’energia elettrica ne ha generate circa 8,7. Accanto, un primo monitoraggio dei consumi d’acqua — circa 123.000 litri annui, letti dai contatori.
Nel 2025 Ratatoj ha investigato poi come il pubblico raggiunge gli eventi e l’impatto dei trasporti degli spettatori, raccogliendo 634 questionari e trasformandoli in una stima reale delle emissioni da mobilità. Il 27,6% arriva a piedi o in bicicletta. Oltre l’11% usa mezzi a basso impatto (trasporto pubblico, mobilità elettrica). La modalità più diffusa rimane l’auto a benzina (quasi il 34%) con una media di poco più di due persone a bordo. L’impatto stimato della mobilità oscilla fra 27,6 e 46,4 tonnellate di CO₂ equivalente l’anno. Particolarmente interessante è la variazione per tipo di evento. I concerti assorbono oltre il 40% delle emissioni da mobilità, dal momento che il pubblico è disposto a spostarsi anche da lontano. Teatro, cinema e famiglia hanno impatti più contenuti: il pubblico è più locale. Questo dato merita una riflessione. La somma delle emissioni da mobilità del pubblico è dello stesso ordine di grandezza, e spesso superiore, ai consumi energetici interni del teatro. Vuol dire che il maggior impatto di uno spazio culturale non è quello che genera “dentro le mura”, ma quello della comunità che sceglie di entrarvi. Una scoperta che cambia il modo di pensare gli interventi.
La consapevolezza si è tradotta in governance e azioni concrete, a partire dalla creazione di un Board Sostenibilità, un gruppo informale costituito da componenti del direttivo e da soci interessati specificamente a questi temi, incaricato di identificare strategie e azioni capaci di generare impatto, con lo scopo di trasformare i dati (emissioni, consumi e comportamenti del pubblico) in scelte concrete. Questa struttura rappresenta un’eccezione nel panorama nazionale: secondo le analisi di settore, infatti, solo il 21% delle organizzazioni culturali italiane ha attivato un Green Team dedicato, e appena il 2% dispone di una figura specificamente incaricata della sostenibilità. Ratatoj, scegliendo di formalizzare la governance su questi temi, punta a superare l’approccio episodico tipico di molte realtà culturali, concentrandosi su interventi diretti che coinvolgono attivamente chi gestisce e chi frequenta il Cinema Teatro Magda Olivero.
In quest’ottica è stato organizzato anche il Green Days Festival, una rassegna ora alla quarta edizione che integra sostenibilità ambientale, sociale ed economica, finanziata da Fondazione CRC e Fondazione Compagnia di San Paolo. È una curatela di contenuti, una selezione di film e spettacoli e dibattiti che interrogano come viviamo, come consumiamo, come abitiamo il territorio. Tra gli impegni del manifesto Green Days compaiono anche un’area ristoro completamente plastic-free con materiali compostabili, un target del 90% di differenziazione dei rifiuti durante gli eventi, ingressi gratuiti per fasce fragili di pubblico.
Il Board ha deciso inoltre, in collaborazione con Robin Wood, di adottare 500 metri quadri del bosco a Serre di Ostana (alta Valle Po), dedicati alla rinaturalizzazione di pascoli arborati e protezione di zone umide. A questi se ne sono aggiunti 350 grazie a un crowdfunding fra il pubblico degli eventi. Un bosco comunitario di circa 850 metri quadri.
A queste azioni si affiancano pratiche quotidiane a cui l’associazione sta lavorando per incentivare il pubblico a scegliere modalità di spostamento a minor impatto, come il car pooling e la mobilità condivisa per raggiungere gli spettacoli (i dati sugli spostamenti hanno mostrato che l’auto a benzina con un occupante è il margine di miglioramento più evidente) e bicchieri riutilizzabili introdotti negli eventi del teatro per ridurre i consumi di materiali usa e getta.
“Il nostro obiettivo non è solo ridurre la nostra impronta, ma accendere un dibattito” spiegano da Ratatoj APS. “La cultura ha il potere di cambiare la visione del mondo delle persone. Se siamo un ente culturale, la sostenibilità non può essere un evento episodico, deve essere il modo in cui pensiamo la cultura stessa.”